Non per soldi… ma per denaro

(The Fortune Cookie)

Regia di Billy Wilder

con Jack Lemmon (Harry Hinkle), Walter Matthau (Willie Gingrich), Ronald Rich (Bum Bum Jackson), Judi West (Sandy Hinkle), Cliff Osmond (Chester Purkey), Lurene Tuttle (Mrs. Hinkle), Harry Holcombe (O’Brien), Ann Shoemaker (Veronica Hinkle).

PAESE: USA 1966
GENERE: Commedia
DURATA: 125′

Mentre sta filmando una partita di football americano, il mite cameraman Harry Hinkle viene travolto in maniera involontaria dal giocatore di colore Bum Bum Jackson. Nonostante una prognosi di lieve entità, il cognato – avvocato imbroglione – lo spinge a fingersi paralizzato per estorcere denaro all’assicurazione. Quando l’amata ex moglie torna da lui Harry si convince che l’inganno è cosa buona e giusta, ma non ha fatto i conti con Bum Bum che, sentendosi tremendamente in colpa per l’accaduto, rischia di compromettersi la carriera dandosi all’alcol…

Scritta dal solito I.A.L. Diamond, una delle commedie più cupe e politiche di Wilder, un vero e proprio apologo sull’avidità umana che non disdegna molte frecciate all’american way of life. Diviso in 16 piccoli capitoli che sono 16 operette morali, il film riflette sui meccanismi che regolano il potere economico partendo dall’ultimo poveraccio della scala gerarchica (l’avvocato di Matthau, memorabile azzeccagarbugli) fino ad arrivare al grande capo (il trio di assicuratori che non vuole pagare l’indennità di Harry). Si ride, certo, ma si ride amaro. La ex moglie di Harry (l’esordiente ma molto brava West) è probabilmente il personaggio femminile più sgradevole dell’intera filmografia del regista, sempre attento ad alternare in maniera credibile tenerezza e crudeltà, dramma e commedia (nera), umanesimo e cinico pessimismo. Regia da scuola del cinema, elegante e  simbolica, ben sostenuta dalla straordinaria fotografia in bianco e nero del grande Joseph LaShelle. Come spesso accade nei film di Wilder, il racconto è portato così bene che le due ore volano senza che ci si accorga del tempo che passa. Ottime prove di Lemmon e Matthau (quest’ultimo premiato con l’Oscar), nella prima di molte collaborazioni. Musiche di Cole Porter con André Previn. Tutt’altro che un Wilder minore.

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Liberi Pensieri Cinematografici
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