1943 – 1997

Regia di Ettore Scola

con Claudio Fiori Cencioni, Francesco Cencioni

PAESE: Italia 1997
GENERE: Drammatico
DURATA: 9′

Roma, 1943. Durante un rastrellamento nel ghetto ebraico un bambino riesce a fuggire e a trovare riparo dentro un cinema. Sullo schermo scorrono, in ordine cronologico, una serie di capolavori del cinema (soprattutto italiano). A fine proiezione il bambino è diventato uomo. Un bambino di colore entra trafelato nel cinema: anche lui, come il protagonista bambino, è inseguito da qualcuno.

Realizzato da Scola in occasione della Giornata della Memoria, presentato al Quirinale e poi a Venezia all’interno dell’evento I corti italiani, è un piccolo corto in bianco e nero in cui il regista riflette su due temi da sempre cari al suo cinema: la storia di una nazione raccontata attraverso la storia del suo cinema e la circolarità del tempo (che qui prende forma nella reiterata persecuzione del diverso). Didascalico, forse, ma anche estremamente riuscito e più attuale che mai. I film che scorrono sullo schermo sono: Il grande dittatore, Roma città aperta, Ladri di biciclette, I soliti ignoti, Il sorpasso, Il gattopardo, Amarcord, Una giornata particolare, Ricomincio da tre, Nuovo cinema Paradiso, Palombella Rossa, Il ladro di bambini, La tregua. Da far vedere nelle scuole.

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Avengers – Endgame NO SPOILER

(Avengers: Endgame)

Regia di Anthony e Joe Russo

con Robert Downey Jr. (Tony Stark), Chris Evans (Steve Rogers), Josh Brolin (Thanos), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Bruce Banner), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff), Jeremy Renner (Clint Barton), Paul Rudd (Scott Lang), Karen Gillan (Nebula), Don Cheadle (Rhodey), Brie Larson (Captain Marvel), Benedict Cumberbatch (Dr. Strange), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff), Chadwick Boseman (T’Challa), Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Chris Pratt (Quill), Zoe Saldana (Gamora), Dave Bautista (Drax), Pom Klementieff (Mantis), Sebastian Stan (Bucky Barnes), Anthony Mackie (Falcon), Danai Gurira (Okoye), Gwyneth Paltrow (Pepper Potts), Benedict Wong (Wong), Samuel L. Jackson (Nick Fury), William Hurt (Ross), Evangeline Lily (Hope Van Dyne), Michael Douglas (Hank Pym), Michelle Pfeiffer (Janet Van Dyne), Marisa Tomei (May Parker), Rene Russo (Frigga).

PAESE: USA 2019
GENERE: Fantascienza
DURATA: 182’

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22 giorni dopo lo “schiocco” che ha fatto sparire il 50% della popolazione dell’universo, i pochi Avengers rimasti si ritrovano separati e malconci: Captain America, Vedova Nera, Bruce Banner, Rocket e Thor sono sulla Terra in cerca del luogo in cui può essersi nascosto il malvagio, mentre Tony e Nebula sono bloccati da qualche parte a migliaia di anni luce da casa…

Attesissimo sequel di Avengers – Infinity War (2018), Endgame è il ventiduesimo ed ultimo film del cosiddetto Marvel Cinematic Universe, 22 pellicole in appena undici anni che hanno rifondato il genere dei supereroi  e portato alla ribalta molti dei moltissimi personaggi di casa Marvel creati dal celeberrimo Stan Lee (1922 – 2018). È il punto d’arrivo di una saga progettata minuziosamente che, fino all’uscita di questo esplosivo finale, aveva guadagnato qualcosa come quattro miliardi e mezzo di dollari. Il film non arriva alla perfezione del primo capitolo: la trama avanza un pò troppo spesso coi deus ex machina, la logica narrativa è carente, alcune trovate sono discutibili. Tuttavia, la battaglia finale è qualcosa di davvero epico, secondo alcuni all’altezza di quella de Il Ritorno del Re: molte trovate, molti grandi momenti, molte, moltissime emozioni. E qualche lacrima, ovviamente. 400 milioni di dollari di budget ripresi in un solo week-end: risultato storico. A vedere la carrellata di personaggi che appare nel sottofinale, si capisce che probabilmente una bella parte del gruzzolo è stata speso per il cast. Scritto, come il precedente, da Christopher Markus e Stephen McFeely. Imperdibile, ma dovete aver visto gli altri.

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Avengers – Endgame +++SPOILER ALERT+++

(Avengers: Endgame)

Regia di Anthony e Joe Russo

con Robert Downey Jr. (Tony Stark), Chris Evans (Steve Rogers), Josh Brolin (Thanos), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Bruce Banner), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff), Jeremy Renner (Clint Barton), Paul Rudd (Scott Lang), Karen Gillan (Nebula), Don Cheadle (Rhodey), Brie Larson (Captain Marvel), Benedict Cumberbatch (Dr. Strange), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff), Chadwick Boseman (T’Challa), Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Chris Pratt (Quill), Zoe Saldana (Gamora), Dave Bautista (Drax), Pom Klementieff (Mantis), Sebastian Stan (Bucky Barnes), Anthony Mackie (Falcon), Danai Gurira (Okoye), Gwyneth Paltrow (Pepper Potts), Benedict Wong (Wong), Samuel L. Jackson (Nick Fury), William Hurt (Ross), Evangeline Lily (Hope Van Dyne), Michael Douglas (Hank Pym), Michelle Pfeiffer (Janet Van Dyne), Marisa Tomei (May Parker), Rene Russo (Frigga).

PAESE: USA 2019
GENERE: Fantascienza
DURATA: 182’

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22 giorni dopo lo “schiocco” che ha fatto sparire il 50% della popolazione dell’universo, i pochi Avengers rimasti si ritrovano separati e malconci: Captain America, Vedova Nera, Bruce Banner, Rocket e Thor sono sulla Terra in cerca del luogo in cui può essersi nascosto il malvagio, mentre Tony e Nebula sono bloccati da qualche parte a migliaia di anni luce da casa…

Attesissimo sequel di Avengers – Infinity War (2018), Endgame è il ventiduesimo ed ultimo film del cosiddetto Marvel Cinematic Universe, 22 pellicole in appena undici anni che hanno rifondato il genere dei supereroi  e portato alla ribalta molti dei moltissimi personaggi di casa Marvel creati dal celeberrimo Stan Lee (1922 – 2018). È il punto d’arrivo di una saga progettata minuziosamente che, fino all’uscita di questo esplosivo finale, aveva guadagnato qualcosa come quattro miliardi e mezzo di dollari. Il film non arriva alla perfezione del primo capitolo: la trama avanza un pò troppo spesso coi deus ex machina (com’è possibile che viaggiando nel tempo i personaggi trovino SEMPRE e con estrema facilità figure legate alla loro storia?), la logica narrativa è carente, alcune trovate sono discutibili (la svolta comico-farsesca dei personaggi di Thor e Hulk lascia quanto meno perplessi: fa molto ridere, certo, ma forse è un pò fuori luogo rispetto all’atmosfera del film; e che dire del momento “girl power”? Un pò artificioso forse). Tuttavia, la battaglia finale è qualcosa di davvero epico, secondo alcuni all’altezza di quella de Il Ritorno del Re: molte trovate, molti grandi momenti (chi non si è emozionato quando il martello di Thor è finito nelle mani di Cap?), molte, moltissime emozioni. E qualche lacrima, soprattutto in merito al destino dei due supereroi di punta. Notevole, anche a livello politico, la fine che fa lo scudo del super soldato. 400 milioni di dollari di budget ripresi in un solo week-end: risultato storico. A vedere la carrellata di personaggi che appare nel sottofinale, si capisce che probabilmente una bella parte del gruzzolo è stata speso per il cast. Probabilmente è una delle inquadrature più semplici e allo stesso più costose dell’intera storia del cinema. Scritto, come il precedente, da Christopher Markus e Stephen McFeely. Imperdibile, ma dovete aver visto gli altri.

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Porco Rosso

(Kurenai no buta)

Regia di Hayao Miyazaki

PAESE: Giappone 1992
GENERE: Animazione
DURATA: 93′

Divenuto un maiale in seguito a un sortilegio, il temerario pilota di idrovolanti Marco Pagot ha lasciato l’aviazione e, col nome di Porco Rosso, è divenuto un leggendario cacciatore di taglie. Quando una ciurma di pirati del cielo gli mette alle calcagna uno spocchioso pilota americano, le cose per lui si complicano notevolmente. Abbattuto, accetterà di farsi riparare il velivolo dalla giovane meccanica Fio, nipote di un vecchio amico milanese…

Opera n° 6 del talentuoso Miyazaki, liberamente tratta da un suo manga. È probabilmente il suo film più immerso nella Storia, quella con la S maiuscola, il più irresistibilmente comico e il più esplicitamente politico (Pagot diventa un cacciatore di taglie perché non vuole affiliarsi al regime, ed è celebre la sua battuta “piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale”), l’unico con protagonista un personaggio di sesso maschile (affiancato tuttavia da figure femminili di grande rilievo). Riprende, ampliandoli, due temi tipici del cinema del regista: la fascinazione per il volo e l’amore incondizionato per i paesaggi mediterranei. Memorabile, a questo proposito, l’ambientazione in un’Italia tanto inventata quanto veritiera, in cui gli idrovolanti sono i mezzi più diffusi tra gli avventurieri e i grandi transatlantici sono quasi ogni giorno assaltati da biechi pirati volanti. È meno poetico dei precedenti? Forse, ma non per questo è un prodotto minore. Anzi: col tempo è diventato uno dei Miyazaki più amati dal pubblico. Il vero nome di Porco Rosso è Marco Pagot, omaggio ai fratelli Nino e Toni Pagot, fumettisti italiani. Musiche del solito, fidato Joe Hisaishi.

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Dumbo

(Dumbo)

Regia di Tim Burton

con Colin Farrell (Holt Farrier), Michael Keaton (V. A. Vandevere), Danny DeVito (Max Medici), Eva Green (Colette Marchant), Alan Arkin (J. Griffin Remington), Nico Parker (Milly Farrier), Finley Hobbins (Joe Farrier), Joseph Gatt (Neils Skellig), Douglas Reith (Sotheby).

PAESE: USA 2019
GENERE: Fantastico
DURATA: 112′

Stati Uniti, 1919. In un piccolo circo in difficoltà economiche nasce un elefantino con le orecchie giganti. Mentre la maggior parte del pubblico lo irride, i due fratelli Farrier (e il loro papà veterano di guerra) scoprono che con quelle orecchie l’animale – soprannominato Dumbo – può volare. Grazie all’interessamento del ricco impresario circense Vandevere sembra che Dumbo debba diventare una star, ma forse le intenzioni dell’uomo d’affari non sono così cristalline…

Scritto da Ehren Kruger, è il remake in live action del celeberrimo classico della Disney Dumbo (1941), tratto dalla storia omonima di Helen Aberson (testi) e Harold Pearl (disegni). Poco dark e poco oscuro ma comunque molto burtoniano nei temi (la mostruosità degli umani, l’umanità dei mostri, l’inno alla purezza dell’infanzia), nella galleria dei personaggi, nei dialoghi scanzonati e spassosi. La prima parte è piacevole e originale, ben raccontata, divertente e commovente; la seconda, in cui prendono il sopravvento gli stereotipi e la dose di zucchero si fa eccessiva, è invece tutto sommato banale e prevedibile. E alla fine l’uso scellerato degli effetti digitali – che non creano soltanto Dumbo e sua madre, ma ritoccano ogni singola inquadratura dando al tutto un tono visivamente molto “finto” – si rivela una carta poco vincente, nonostante il buon 3D. Ottima comunque la scena degli elefanti rosa fatti con le bolle. Rispetto al capostipite è più lucido e consapevole (soprattutto in merito alla condizione degli animali), ma forse manca di magia. E non è un particolare trascurabile. Burton ritrova la coppia Keaton/DeVito ben 27 anni dopo il mitico Batman – Il ritorno.

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Kiki – Consegne a domicilio

(Majo no takkyubin)

Regia di Hayao Miyazaki

PAESE: Giappone 1989
GENERE: Animazione
DURATA: 102′

Compiuti tredici anni, la strega Kiki lascia i genitori e vola con la sua scopa in città per svolgere il tradizionale noviziato. In compagnia del gatto nero Jiji, cerca di sbarcare il lunario reinventandosi corriere espresso per una panettiera locale…

Quinto film di Miyazaki, tratto dal romanzo omonimo (1985) di Eiko Kadono. Come i precedenti è un racconto di formazione che mette in (bellissime) immagini il difficile passaggio da infanzia ad età adulta: solo quando accetta di essere una sé stessa differente dalla sé stessa di prima, Kiki diventa donna. È il primo film del regista giapponese a lasciare le campagne per dirigersi verso la città, un luogo magico ispirato alle cittadine mediterranee a lui tanto care. Non rinuncia tuttavia alle riflessioni sulla natura e sul rispetto di qualunque forma di vita (memorabile il personaggio del gatto Jiji, vero simbolo della crescita di Kiki), a un’animazione magnifica nel suo stampo pittorico, alla fascinazione per il volo e per gli uccelli, al ritratto di donne forti, quasi sempre più intelligenti degli uomini e sempre comunque padrone del proprio destino (Kiki, la panettiera, la pittrice Ursula). Certo, manca della magia e della poesia di una Nausicaa o di un Totoro, ma rimane un grande esempio di cinema d’animazione sincero e intelligente. Musiche del grande compositore Joe Hisaishi. Titolo anglofono: Kiki’s Delivery Service. Come tutti i film di Miyazaki è giunto in Italia con colpevole ritardo, nel 2013.

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L’odore della notte

Regia di Claudio Caligari

con Valerio Mastandrea (Remo Guerra), Marco Giallini (Maurizio Leggeri), Emanuel Bevilacqua (Marco “Il rozzo” Lorusso), Giorgio Tirabassi (Roberto Salvo), Alessia Fugardi (Rita), Cristiana Ciacci (Teresa), Elda Alvigini (Michela), Federico Pacifici (Mezzalira), Giampiero Lisarelli (Attilio), Little Tony (sé stesso), Francesca D’Aloja (donna tradita).

PAESE: Italia 1998
GENERE: Noir
DURATA: 100’

Roma, 1979. Un giovane poliziotto borgataro cerca riscatto sociale mettendo insieme una banda di rapinatori specializzata in furti ai ricchi romani. Tenta di cambiare strada comprando un baretto di periferia, ma il mondo che si porta appresso non gli lascierà scampo…

Secondo film di Caligari (1948 – 2015), tre film in trentadue anni, liberamente tratto dal romanzo Le notti di Arancia Meccanica di Dido Sacchettoni sulle gesta dell’omonima banda che terrorizzò la Roma bene a cavallo tra anni settanta e ottanta. Raro esempio italiano di cinema hard-boiled in cui i modelli americani – c’è molto Scorsese, prontamente citato, ma anche molto cinema noir in generale – sono trasposti in maniera realistica nelle borgate romane e arricchiti da parecchie riflessioni sociali e politiche. La voce narrante di Remo, che racconta le proprie gesta come fossero quelle di un Robin Hood moderno, racchiude una sottile vena ironica che ben racconta la lucidità di sguardo del suo regista. Memorabile il passo con Little Tony nel ruolo di sé stesso. Ottimo trio di attori (Mastandrea – Giallini – Tirabassi) che faranno strada.

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