L’ululato

(The Howling)

Regia di Joe Dante

con Dee Wallace (Karen White), Patrick Macnee (Dottor George Waggner), Dennis Dugan (Chris), Christopher Stone (R. William Bill Neill), Belinda Balaski (Terry Fleher), Kevin McCarthy (Fred Frencis), John Carradine (Erle Kenton), Slim Plickens (Sam Newlleld), Elizabeth Brooks (Marsha Quist), Robert Picardo(Eddie Quist), Margie Impert (Donna).

PAESE: 1981
GENERE: Horror
DURATA: 91′

La giornalista televisiva Karen White si offre per fare da esca ad uno squilibrato che uccide giovani donne. Il killer viene ucciso, ma Karen non riesce a dimenticare la tragica esperienza e, incalzata da orribili incubi, è costretta ad andare in villeggiatura in un villaggio isolato. Ma anche qui qualcuno la perseguita, e forse gli  altri abitanti del villaggio non sono nemmeno umani…

Divide con Un lupo mannaro americano a Londradi John Landis (1981) diversi primati: primo film che risuscita il genere licantropesco dopo i capolavori del passato e primo film in cui un mostro si trasforma davanti alla macchina da presa senza nessuno stacco. Il merito è sicuramente dei trucchi di Rob Bottin, anche se l’idea di questo procedimento era di Landis e Rick Baker: proprio quest’ultimo, convinto che il regista di Blues Brothers non avrebbe trovato il denaro per il suo film, spiegò l’idea a Dante ma, giunti gli inaspettati finanziamenti, non se la sentì di abbandonare colui che aveva avuto l’idea con lui. Al di là delle traversie produttive, questo The Howling è un buon horror pauroso e angoscioso che, come tutti i film di Dante, è “di genere” solo all’esterno: come dimostra la lunghissima inquadratura finale su un hamburger che cuoce sulla piastra, è tutto costruito sulla metafora della carne, intesa come peccato di gola, desiderio di potere, ossessione per il sesso, abominio “mediologico”. Dante centra parecchi bersagli – specialmente quelli inerenti alla graffiante satira sulla televisione – ma ogni tanto il film si inceppa e oggi, ad appena trent’anni dalla sua uscita, appare un po’ datato, perlomeno nella costruzione. Resta senza ombra di dubbio uno dei più importanti horror degli anni ’80, almeno per quanto riguarda la strutture visiva e le invenzioni che utilizza per creare terrore. Sei seguiti, uno peggio dell’altro. Da noi è arrivato solo il primo, fortunatamente.

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