Parto col folle

(Due Date)

Regia di Todd Phillips

con Robert Downey Jr. (Peter Highman), Zach Galifianakis (Ethan Chase/ Tremblay), Michelle Monaghan (Christine Highman), Juliette Lewis (Heidi), Jamie Foxx (Jim), RZA (Marshall), James Martin Kelly (Chuck).

PAESE: USA 2010
GENERE: Commedia
DURATA: 100′

L’architetto Peter è costretto, per arrivare in tempo alla nascita del primo figlio, ad accettare il passaggio di un attore principiante cui manca qualche rotella. Disavventure a non finire, ma forse il viaggio servirà a tutti e due.

Dopo Una notte da leoni Phillips prova, mantenendone molti aspetti, a fare il bis: la storia è di nuovo imperniata su personaggi differenti che devono rispettare una scadenza ma gliene capitano di tutti i colori, mentre la variabile impazzita è per l’ennesima volta incarnata dall’irresistibile Galifianakis. Ma questa volta non è il solo a reggersi la comicità sulle spalle: gli ruba spesso la scena un perfetto Downey Jr., quasi sempre sotto le righe, bravissimo in ogni passaggio e con tempi comici perfetti. La morale che Phillips propone è sempre la stessa – persone che si sentono libere, in realtà “imprigionate” nei loro schemi, si fanno contagiare da un pizzico di sana follia e vivono meglio – e il film per almeno un’ora è all’altezza, se non superiore, alla nota pellicola precedente del regista: battute fulminee, sequenze paradossali (il pestaggio alla filiale della Western Union è da antologia), due attori in stato di grazia che fanno ridere anche soltanto con la mimica facciale. Poi, forse perché la sceneggiatura scritta a otto mani esaurisce la sua spinta demenzial- trasgressiva, nell’ultima mezz’ora diventa un po’ ripetitivo, banalotto, le trovate sono eccessive e non si addicono al vestito del film (esagerata la sequenza del furto della roulotte), fino a quel momento “improbabile” ma tutto sommato realistico. Peccato. Perché è un film divertente, spassoso, qualche volta poetico e carico di una velata intelligenza che va al di là del lieto fine hollywoodiano. La contaminazione tra film on the road, commedia, melò e comico funziona bene, e le risate si susseguono una dietro l’altra. Le musiche sono di Christophe Beck, la bella fotografia di Lawrence Sher. Da ricordare anche la sequenza di Peter coi figli della spacciatrice e quella in cui Ethan disperde le ceneri del padre nel Gran Canyon, dopo averle bevute nel caffè. Buon successo in sala anche da noi.

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