Sherlock Holmes

(Sherlock Holmes)

Regia di Guy Ritchie

con Robert Downey Jr. (Sherlock Holmes), Jude Law (Dottor Watson), Rachel McAdams (Irene Adler), Mark Strong (Lord Blackwood), Kelly Reilly (Mary Morstan), Eddie Marsan (ispettore Lestrade), William Houston (Clark), Hans Matheson (Lord Coward), James Fox (Sir Thomas), Clive Russell (capitano Tanner), William Hope (John Standish), Jeanna Blow (Moria Standish), Martan Kozek (Imskay).

PAESE: Gran Bretagna, USA 2009
GENERE: Thriller
DURATA: 134′

Sherlock Holmes e il dottor Watson danno la caccia a Lord Blackwood, omicida seriale che vuole conquistare il mondo e far tornare gli USA colonie inglesi.

Prodotto dalla Warner e scritto dal regista con Mike Johnson e Anthony Peckham, è una rilettura – con storia originale, non derivante dai libri – del celebre personaggio inventato da Sir Arthur Conan Doyle. Molti gli hanno rimproverato un certo revisionismo nell’aver fatto diventare il numero uno dei detective un alcolista picchiatore che spara e fa il pugile: forse non sanno che Holmes, nelle pagine del suo creatore, era uno che non aveva remore nello sparare, era un mago dei travestimenti e aveva un fisico da atleta che coltivava per incontri di pugilato semi professionista. Sulla differenza fisica siamo tutti d’accordo (Holmes era descritto alto 1 e novanta e molto magro, Downey Jr. è piccolino ma tozzo e muscoloso), ma anche i puristi dovranno ammettere che il detective messo in scena dal ritrovato attore statunitense è simpatico, goliardico, scavezzacollo ma buono, violento ma solo coi cattivi. Molto hollywoodiano quindi, ma sarebbe ingiusto ripudiare il film solo per questo: l’atmosfera è ben costruita (fotografia di Philippe Rousselot), i dialoghi sono incalzanti e divertenti, la regia di Ritchie non è mai stata così funzionale nella sua eccessività auto compiaciuta e modaiola. Non ha nemmeno una trama verosimile (si pensi alle gesta del cattivo), ma che importa? Portateci i bambini e, se vi riesce,  divertitevi con loro. Molto belli i titoli di testa. Bravo Jude Law, geniale Downey Jr.: quando Ritchie vorrà girare nuovamente un film che incassi mezzo miliardo di dollari, si ricordi che il merito del successone è proprio di questo inimitabile piccolo, grande attore, troppo spesso sottovalutato. È sicuramente un film ruffiano nel suo spassionato hollywoodismo, ma è da stolti non  apprezzarne l’intrattenimento e l’ironia. Curiosità: il padre dell’attore Mark Strong è italiano, precisamente di Alice Castello (Vercelli).

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