Mari del Sud

Regia di Marcello Cesena

con Diego Abatantuono (Alberto), Giulia Steigerwalt (Sandra), Victoria Abril (Sabina), Antonio Stornaiolo (Giacomo), Vivian De La Cruz (Mai Van), Clara Modugno (Signora Ines), Paolo Lombardi (Bormioli), Enzo Cannavale (Sciallero), Chiara Sani (Melania), Fiammetta Baralla (Signora Sciallero), Giuliana Calandra (Signora Tacchini), Nando Gazzolo (Tacchini), Stefano Scandaletti (Rocco), Valerio Capitolino (Carlo).

PAESE: Italia 2001
GENERE: Grottesco
DURATA: 100′

Alberto, manager borghesotto di una società di comunicazioni, sta per partire con moglie e figlia per il mare, quando scopre che il suo commercialista è fuggito con tutti i suoi soldi. Che fare? Non possono mica sfigurare davanti alle famiglie dei colleghi. Indi per cui, i tre componenti del nucleo (più il fidanzato della figlia) si chiudono in cantina e fingono di essere partiti. Ma procurarsi il cibo e allo stesso tempo restare nascosti non è facile come sembra.

Fondatore del gruppo comico dei Broncovitz (con Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Carla Signoris e Mauro Pirovano), Cesena centra il bersaglio col suo film più riuscito e deliziosamente cinico. È un’opera grottesca non sempre all’altezza della materia che vorrebbe predicare, ma le idee ci sono e il divertimento è assicurato. In modo un po’ fantozziano la storia prende per i fondelli la nostra società fatta di mostri (si pensi ai vicini di casa di Alberto) e questo diventa sia il suo limite che il suo pregio: da un lato i vizi dell’italiano medio sono fin troppo già visti e immersi nei luoghi comuni, dall’altro rappresentano un’onesta e lucida analisi che avvicina lo spirito del film a quello della commedia all’italiana. Il clima grottesco e surreale è aiutato dalla contrastata fotografia di Régis Blondeau, dalle scenografie di Gianni Giovagnoni, dalle interpretazioni sopra le righe dei comprimari, ma anche la regia di Cesena non è male – prende molto in prestito da Bunuel e da Salvatores – anche se a volte è un po’ troppo “teatrale”. Irresistibili Abatantuono e la Abril. La prima ora è molto, molto, molto divertente. Ingiustamente sottovalutato da pubblico e critica.

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