L’ultima follia di Mel Brooks

(Silent Movie)

Regia di Mel Brooks

con Mel Brooks (Mel Spass), Marty Feldman (Bellocchio), Dom DeLuise (Trippa), Sid Caesar (Capo dello studio), Harold Gould (Trangugia), Bernadette Peters (Wilma Kaplan), Al Hopson (Dirigente), Barry Levinson (Dirigente), Marcel Marceau (se stesso), Liza Minnelli (se stessa), Burt Reynolds (se stesso), Ron Carey (Divora).

PAESE: USA 1976
GENERE: Commedia
DURATA: 86′

Il trio di produzione Spass- Bellocchio- Trippa cerca fondi e attori per girare, ai giorni nostri, un capolavoro del muto. Dopo mille peripezie, riesce nello straordinario intento.

Il quinto film di Mel Brooks è anche il suo film più anomalo: la coraggiosa scelta di girarlo muto con didascalie porta risultati molto divertenti – l’unico che parla è il mimo Marceau, che dice “no!” – e la pellicola si configura come un omaggio al cinema comico di una volta (muto, ovviamente) basato interamente sullo slapstick, ovvero la comicità corporea e surreale di maestri come Charlie Chaplin, Mack Sennet, Hal Roach e Buster Keaton, a cui Brooks qui tributa parecchi omaggi. Ma non solo: oltre ad essere un affettuoso rimando a quel tipo di genere, è anche un intelligente film sul cinema che rimpiange il passato e prende in giro lo star system, incarnato da divi che si mettono in gioco come Burt Reynolds, Liza Minnelli, James Caan, Anne Bancroft, Paul Newman. La sceneggiatura – di Brooks, Ron Clark, Barry Levinson e Rudy Deluca – risulta, a trent’anni dalla sua uscita, un po’ banalotta nei dialoghi (alcune battute sono proprio datate), cosa che non accade nelle gag visive, che ancora oggi possiedono una carica comica che fa piegare in due dalle risate. Basterebbe citare la scena in cui i tre protagonisti, con indosso armature di scena, tentano di sedersi alla mensa degli studios sotto gli occhi increduli degli addetti ai lavori: uno dei pezzi più divertenti e riusciti dell’intero cinema di Brooks. Non è Frankenstein Junior, certo, ma rispetto alla decadenza degli ultimi film del regista (in cui lo sfrenato citazionismo ironico prende il sopravvento e l’originalità latita) questo Silent Movie è un piccolo capolavoro. Purtroppo, non siamo pochi a pensare che l’opera di questo piccolo diavolo americano abbia subito una parabola discendente. Tanto vale allora vedersi e rivedersi questi primi film, così perfetti nella loro leggera ma intelligente comicità. Marty Feldman insuperabile nel suo squisito recitare non sense.

 

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