Alice nel paese delle meraviglie

(Alice in Wonderland)

Regia di Clyde Geronimi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson

PAESE: USA 1951
GENERE: Animazione
DURATA: 73′

La piccola Alice, durante una lezione di storia, si addormenta e viene catapultata in un magico mondo in cui le regole conosciute sono sovvertite e i suoi abitanti sono strambi simpaticoni che vivacchiano e cantano in continuazione.

Il tredicesimo lungometraggio Disney etichettato come “classico” è anche il primo film d’animazione che si ispira direttamente al romanzo omonimo di Lewis Carroll (1865) e al suo seguito letterario Attraverso lo specchio, scritto dal medesimo autore nel 1871. Nonostante la fama indiscussa che lo accompagna da ben più di un secolo, è un Disney minore solo parzialmente riuscito: alcune sequenze sono azzeccate e molto divertenti (il banchetto col Cappellaio Matto è irresistibile), i personaggi sono ben disegnati e l’animazione è originale e ben orchestrata (si pensi alla canzoncina che cantano i fiori), ma l’incontro tra il surreale e nonsense mondo di Carroll e lo standard colmo di buoni sentimenti disneyano non sempre funziona, e spesso non si capisce dove il film voglia effettivamente andare a parare. E che dire del finale? Il messaggio che ne risulta è quantomeno ambiguo: potrebbe essere un inno alla libertà del sogno come evasione dal reale, ma allora perché la maggior parte degli incontri che fa Alice sono negativi o comunque portatori di inquietudine? Forse Walt Disney vuole suggerirci che la fantasia è migliore della realtà, ma siamo sicuri che l’intreccio del film avalli questa onorevole ipotesi? Resta comunque un film d’animazione curato e colmo di immagini meravigliose, anche se l’eccesso di canzonette appare un po’ troppo zuccheroso. È sicuramente il film Disney più “sovversivo” (rifiuto della linearità narrativa, messaggio poco chiaro, trama intinta nel nonsense più totale), tanto che nei ’60 fu rivalutato e preso come bandiera dai giovani che promuovevano la cultura della droga libera – i viaggi di Alice visti come viaggi provocati dall’LSD. Non a caso uno dei primi artisti chiamati ad imbastire la sceneggiatura originale fu Aldous Huxley, scrittore britannico che faceva abitualmente uso di mescalina (una droga allucinogena estratta dalla pianta del Peyote).  Distribuito dalla RKO, questo Alice in Wonderland non è un capolavoro, ma può ancora affascinare grandi e piccini.

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