Signs

(Signs)

Regia di M. Night Shyamalan

con Mel Gibson (Graham Hess), Joaquin Phoenix (Merrill Hess), Rory Culkin (Morgan Hess), Abigail Breslin (Bo Hess), Cherry Jones (Officer Paski), M. Night Shyamalan (Ray Reddy), Patricia Kalember (Colleen Hess).

PAESE: USA 2002
GENERE: Fantascienza
DURATA: 106′

Ex pastore che ha abbandonato i voti dopo la morte della moglie si ritrova ad aver a che fare con misteriose composizioni che appaiono di notte nei suoi campi di grano. Ben presto si accorgerà che si tratta di messaggi extraterrestri, e con l’aiuto del fratello tenterà di fermare quella che si presenta come un’invasione.

Opera numero quattro del cineasta indiano naturalizzato ad Hollywood. Un brillante esercizio di suspense che cavalca l’onda del successo dei cosiddetti cerchi nel grano, disegni fatti con spighe intrecciate che compaiono in una notte. Il film parte bene e fa davvero paura: lo spettatore osserva col fiato sospeso, e raramente il ritmo si abbassa. I crop circe si dimostrano lo scenario ideale per costruire un terrore allo stato puro che punta tutto sul “non visto”, sul celato, sul suggerito. E fin qui tutto bene. Peccato che, nel finale, qualcosa si ingolfa e la pellicola scade nella banalità: l’immancabile lieto fine appare forzato, mentre la conversione spirituale del protagonista – pur attinente all’intreccio – si rivela convenzionale e poco sorprendente. E il pur bravo Shyamalan, inspiegabilmente, incappa  nell’errore più stupido che si possa fare: capovolge lo spirito del film – basato su una paura portata dal non visto – e si affanna a mostrare e spiegare tutto. Il risultato è che il tutto termina con un ridicolo alieno (sembra fatto di gomma piuma) che teme l’acqua: addio climax, addio suspense, tutto finito. Peccato, perché fino ad un ora e venti è un film davvero pauroso. Si pensi alla sequenza dell’alieno in tv: difficile non saltare sulla poltrona. Niente di originale, certo, ma si tratta di una paura sana e coinvolgente. Suggestiva fotografia di Tak Fujimoto.

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2 risposte a Signs

  1. I veri film horror sono quelli che non mostrano da dove proviene la paura, ma lasciano che sia la mente ad immaginarlo…

  2. nehovistecose ha detto:

    Assolutamente d’accordo! 🙂

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