L’amore all’improvviso – Larry Crowne

(Larry Crowne)

Regia di Tom Hanks

con Tom Hanks (Larry Crowne), Julia Roberts (Mercedes Tainot), Cedric the Entertainer (Lamar), Taraji P. Henson (B’Ella), Gugu Mbatha-Raw (Talia), Wilmer Valderrama (Dell Gordo), Bryan Cranston (Dean Tainot), Pam Grier (Frances), Rami Malek (Steve Dibiasi), Maria Canals Barrera (Lala Pinedo), Rita Wilson (Wilma Q. Gammelgaard), George Takei (Dr. Matsutani), Dale Dye (Cox).

PAESE: USA 2011
GENERE: Commedia
DURATA: 99’

Larry Crowne, nove volte impiegato dell’anno presso un centro commerciale, viene licenziato in tronco perché, privo di un titolo di studio, è impossibilitato a fare strada nella gerarchia aziendale. Iscrittosi all’università, diventa amico di un gruppo di bikers in motorino e si innamora della bella Mercedes Trainot, professoressa perennemente arrabbiata e ossessionata da un marito pornografo…

15 anni dopo Music Graffiti (1996) l’attore Hanks torna a dirigere se stesso in questa commedia romantica scritta con Nia Vardalos, già apprezzata attrice protagonista di Il mio grosso grasso matrimonio greco. Parte come una commedia agrodolce sugli spettri della crisi (in pieno stile Jason Reitman), diventa una storiella romantica tra quarantenni prigionieri di pruriti adolescenziali e si conclude con un elogio spassionato all’amore e all’istruzione universitaria americana. Spiace sempre stroncare uno come Hanks, anche perché sono anni che non sbaglia un film; ma questo suo Larry Crowne è davvero bruttino: gli spunti “sociali” del prologo svaniscono presto nel nulla, le riflessioni filosofiche ed esistenziali che l’intreccio avrebbe garantito (un cinquantenne solo si ritrova senza lavoro) non vengono nemmeno prese in considerazione, la storia d’amore tra Larry e la prof segue binari abusati e si avvia claudicante ad un finale stratelefonato. Qualcuno ha parlato di “ruspante ottimismo alla Frank Capra”, ma l’impressione resta comunque quella di un mare di banalità. Hanks attore se la cava con la consueta simpatia, ma per Hanks regista/ sceneggiatore non ci sono scuse: il suo film è confuso, affannoso, ambiguo nel messaggio e indeciso nei registri (drammatico, comico, farsesco, romantico). I due personaggi principali sono privi di spessore, e la loro storia non riesce a coinvolgere lo spaesato spettatore. Le figure di contorno (il capo cuoco ispanico, il vicino di colore, il biker geloso) sono meglio delineate, ma non bastano tre personaggi riusciti per risollevare le sorti dell’operazione. Julia Roberts, che alterna sguardi incazzosi e occhioni da cerbiatta, sembra il fantasma dell’attrice che fu. Un film sincero, certo, ma sbagliato, poco divertente, noioso. Un’occasione sprecata.

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