The Lobster

(The Lobster)

Regia di Yorgos Lanthimos

con Colin Farrell (David), Rachel Weisz (la donna miope), Léa Seydoux (la donna leader), Olivia Colman (la direttrice), Jessica Barden (la donna che soffre di epistassi), John C. Reilly (l’uomo con la zeppola), Ben Whishaw (l’uomo che zoppica), Ariane Labed (la cameriera), Ashley Jensen (la dona dei biscotti), Angeliki Papoulia (la donna senza cuore).

PAESE: Grecia, Gran Bretagna 2015
GENERE: Grottesco
DURATA: 109′

In una società distopica le persone adulte ancora single vengono spedite in speciali residence in cui hanno 45 giorni per trovare un’anima gemella con la quale reinserirsi nella società. Chi fallisce – ovvero rimane solo – viene trasformato in un animale. Lasciato dalla moglie dopo undici anni di matrimonio, David si ritrova in uno di questi luoghi. Fuggito, si unisce a una banda di reietti che vive nel bosco e rifiuta qualsiasi forma di accoppiamento…

Quarto film del greco Lanthimos, che l’ha scritto come di consueto con il fidato Efthyimis Filippou. L’assurda, orwelliana premessa è un pretesto per raccontare quanto le imposizioni sociali regolino la nostra vita in ogni suo aspetto, anche quello affettivo: a una certa età ci si DEVE sposare, accoppiare, si deve costruire qualcosa, altrimenti si diventa inutili, soprattutto all’interno di una società interamente basata sul consumo. Non solo: ossessionati dal trovare una persona con cui “abbiamo qualcosa in comune”, finiamo con l’annullare le nostre peculiarità individuali per compiacerla, per metterla a suo agio. Giusto o sbagliato? Il film pone domande ma da poche risposte. Kubrickiano nell’uso della musica classica e nella rappresentazione di una violenza sociale, “statale”, ben peggiore di quella fisica, Lynchiano nell’ironia e nella regia minimale e distaccata, il film spinge sul pedale del grottesco dipingendo quadri spesso scioccanti che inquietano e disturbano. La seconda parte perde qualche colpo, e il film è sicuramente più riuscito sul piano simbolico che su quello narrativo, ma la metafora arriva forte e chiara. Da vedere, ma non è per tutti.

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