Il Mundial dimenticato

Regia di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni

PAESE: Italia, Argentina 2011
GENERE: Documentario
DURATA: 95′

Sottotitolo: la vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia 1942. Nel 1942 la FIFA cancella i mondiali di calcio, già coppa Rimet, a causa della guerra. Il conte Otz, eccentrico milionario, li organizza di tasca sua nella Patagonia argentina. Alcuni aneddoti: 1) ad arbitrare le partite venne chiamato il figlio del bandito Butch Cassidy, che diresse le gare con la pistola in tasca (e talvolta la estrasse); 2) la nazionale italiana, quasi interamente formata da immigrati anarchici o esuli antifascisti che lavoravano come operai alla costruzione di una diga lì vicino, fu sconfitta in semifinale dalla rappresentanza della Germania nazista, che schierò il fortissimo bomber Klaus Kramer, centravanti occhialuto, e la spuntò grazie a due rigori palesemente inventati; 3) in finale la squadra dei Mapuche, gli aborigeni cileni e argentini, veri e propri funamboli del pallone, riuscirono nonostante le scorrettezze – e grazie alle parate del portiere Nahuelfuta, che ipnotizzava gli avversari col suo sguardo magnetico – a battere i tedeschi che, per la vergogna, negarono di aver preso parte al torneo; 4) durante la finale, un’alluvione distrusse lo stadio e uccise, tra gli altri, il cineoperatore Guillermo Sandrini, che sperimentò per l’evento innovative tecniche di ripresa da lui stesso inventate, segretamente innamorato della figlia di Otz, fotografa dilettante, ex fidanzata di Kramer che, al termine del Mundial, sparì proprio con Nahuelfuta. Il film comincia quando, negli anni novanta, alcuni scavi archeologici riportano alla luce lo scheletro di Sandrini, ancora abbracciato alla sua cinepresa. Il giornalista sportivo Sergio Levinsky indaga. Una storia folle e improbabile, eppure incredibilmente divertente e coinvolgente. E fasulla.

Ma raccontata in maniera (quasi) sempre credibile. Quello di Garzella e Macelloni – che si sono ispirati al racconto Il figlio di Butch Cassidy di Osvaldo Soriano – è infatti uno straordinario mockumentary (finto documentario) basato su una leggenda che non possiede alcun fondamento di verità. Ma assemblato e pensato per lasciare allo spettatore il compito di stabilire dov’è il confine fra la memoria e la leggenda, fra la realtà e l’invenzione (L. Garzella). La prova della validità del prodotto è che stabilirlo è davvero molto, molto difficile. Ma oltre che per la realizzazione, il film si fa apprezzare anche per essere uno spassionato e romantico omaggio al giuoco del calcio, quello vero, quello di una volta, ancora lontano dai soldi e dal “sistema”. Tra gli altri vi compaiono, nel ruolo di sè stessi, Roberto Baggio, Gary Lineker, Jorge Valdano, Darwin Pastorin. Divertente, emozionante, imperdibile. Anche per i non appassionati della pelota. “Non è una commedia, non è un finto documentario e tanto meno un documentario vero. È un sogno, il sogno di un calcio diverso” (F. Garzetti).

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