Spectre

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Regia di Sam Mendes

con Daniel Craig (James Bond), Léa Seydoux (Madeleine Swann), Christoph Waltz (Blofeld), Ralph Fiennes (Gareth Mallory/M), Ben Whishaw (Q), Naomie Harris (Eve Moneypenny), Dave Bautista (Mr. Hinx), Monica Bellucci (Lucia Sciarra), Rory Kinnear (Bill Tanner), Andrew Scott (Max Denbigh/C), Jesper Christensen (Mr. White).

PAESE: USA 2015
GENERE: Spionaggio
DURATA: 149′

Spronato dalla “vecchia” M (Judi Dench), James Bond si mette sulle tracce dell’organizzazione criminale che gli da filo da torcere sin dai tempi di Casino Royale. Scoprirà che si tratta della famigerata SPECTRE, società occulta radicata ovunque che agisce con l’obiettivo di controllare ogni singolo essere umano convogliandone le paure più profonde…

Bond numero 24, il quarto (e forse l’ultimo) con Daniel Craig nei panni di 007, il secondo diretto dal talentuoso Mendes, già responsabile dello strepitoso Skyfall (2012). Rispetto a quest’ultimo è meno ambizioso, meno denso di significati e più convenzionale negli sviluppi, ma nonostante le due ore e mezza il film fila liscio senza intoppi: ha ritmo, ironia, sequenze magistrali. E un messaggio – troppo spesso siamo il frutto di scelte altrui – tutt’altro che banale. Mendes, pur non riuscendo a ricreare l’alchimia di Skyfall, ci mette una regia elegante e di primissima qualità, molti rimandi al passato della saga e almeno un tema – quello della famiglia prolematica – tipico del suo cinema. È, ancora una volta, il racconto (anzi due) di un rapporto familiare difficile, oppimente, irrisolto. Si scava nel passato di Bond, si cerca di capire quali sono le ragioni che lo hanno reso ciò che è. Altro tema forte, stavolta “politico”: la tendenza dei governi a spiare tutto e tutti con la scusa della sicurezza. Memorabile la sequenza prima dei titoli, ambientata a Città del Messico durante il dia de muertos e introdotta da uno strepitoso piano sequenza. La scena ambientata nella clinica austriaca è un omaggio al sottovalutato Al servizio segreto di Sua Maestà, sesto Bond, l’unico con George Lazenby nei panni dell’agente segreto. La canzone Writing’s on the wall di Sam Smith, che si ascolta sui titoli di testa più carichi di erotismo di tutta la saga, è stata premiata con un Oscar. L’apparizione della Bellucci è davvero (come hanno scritto molti) così inutile? Può darsi, ma come quella di mille altre bond girls che appaiono e scompaiono in un attimo. A 51 anni sarà anche la bond girl più vecchia di sempre, ma anche una delle più sexy. Waltz, in un ruolo che negli anni fu di cinque/sei attori diversi, è sempre molto, molto bravo, ma forse sta cominciando a fare sempre lo stesso personaggio. Costato 250 milioni di dollari (budget più alto della serie), ne ha incassati quasi 900.

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