Lo sguardo esterno #8 – Star Trek Beyond

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Regia di Justin Lin

La missione quinquennale della mitica astronave Enterprise e del suo equipaggio, comandato dal capitano Kirk (Chris Pine) e dalla saggezza vulcaniana di Spock (Zachary Quinto), dovrà questa volta vedersela con la minaccia portata dal misterioso quanto spietato pirata galattico Krall (Idris Elba) e dal suo “sciame” di letali astronavi.

Tredicesimo film della saga (iniziata nel lontano 1979 con Star Trek: The Motion Pictures) e terzo del rilancio del franchise, nell’anno delle celebrazioni del 50° anniversario dalla messa in onda della storica serie, ad opera dell’ormai onnipresente J.J. Abrams e della sua Bad Robots, casa di produzione che ha ereditato quel retaggio cinematografico ludico e spettacolare che fu della Amblin spielberghiana e della Lucasfilm di George Lucas negli anni ’80 e ’90. Siamo probabilmente di fronte a uno dei migliori dell’intera epopea su celluloide trekker. Justin Lin sostuisce Abrams dietro la macchina da presa e, a livello tecnico, ne guadagnano ritmo e trovate registiche a tratti davvero originali. I lens flare, tanto cari al regista di The Force Awakens, lasciano spazio a inquadrature mosse e oblique e a carrellate spettacolari nell’accompagnare le scene d’azione, queste ultime davvero ben orchestrate. Si vede tutta la maestria di Lin (autore degli ultimi tre capitoli di Fast & Furious) in questo genere. Ma non siamo davanti solo ad un ottimo film avventuroso e fantascientifico, ma davanti al più profondo della nuova saga abramsiana.

E’ una pellicola malinconica, complici forse i lutti che hanno colpito l’universo di Star Trek negli ultimi periodi (la scomparsa dello storico Spock Leonard Nimoy e del giovane Checov, Anton Yelchin, a cui il film è dedicato) e l’età non più verdissima del franchise. Questa malinconia (nostalgia) di fondo è ottimamente incanalata nei momenti di dialogo tra i personaggi e nel modo in cui azione e introspezione sono ben mixate. L’abbattimento dell’Enterprise ad opera della “navette api” di Krall è un colpo al cuore per tutti i trekkies ma non solo (echi quasi da affondamento del Titanic) e la lotta per la sopravvivenza dei superstiti sull’ostile pianeta in cui precipitano ha quasi un sapore di film d’avventura retrò. Ma non ci sono solo citazioni dalla saga e da altre opere abramsiane, abbiamo umorismo (la mano di Simon Pegg allo script si sente, eccome) ma soprattutto attualità. Idris Elba è perfetto sotto il pesante make-up alieno di Krall e interpreta un villain moderno, in cui l’odio verso la Federazione è conseguenza di un male subito e il cui unico obbiettivo è fare il maggior numero di vittime possibile e seminare paura. E’ al comando di un esercito di reietti e abbandonati (Isis?) e la sua base si trova su un desolato pianeta montagnoso che ricorda molto le vallate afghane. Il lato prettamente ludico che ha caratterizzato i due episodi precedenti ha quindi lasciato spazio a riflessioni sull’attualità come era nella miglior tradizione della serie classica di Star Trek (immortale, negli anni delle tensioni razziali in USA, il bacio tra Kirk e Uhura) non rinunciando però all’adrenalina e alla sottile ironia caratterizzante molti blockbuster attuali.

Plauso ulteriore al cast, esilarante Karl Urban nel ruolo di “Bones” McCoy e ancora di più lo sono i suoi siparietti con Spock (quest’ultimi lo vediamo sbellicarsi dalle risate per la prima volta in cinquant’anni di saga), Zoe Saldana, sempre bellissima, nei panni di Uhura e il compianto Anton Yelkin (Hollywood ha perso un giovane di grande talento).
Menzione speciale a Sofia Boutella, felice new entry nel felino trucco della guerriera Jaylah, perfetto mix tra la Katnis Everdeen/Jennifer Lawrence di Hunger Games e la Na’vi Neytiri di avatariana memoria, unito ad una sensualità che la rende uno dei personaggi femminili meglio riusciti della galassia Star Trek.

Ottima fotografia del nostro Mauro Fiore, musiche d’accompagnamento ma permeanti del bravo Michael Giacchino e effetti speciali sempre migliori.

Il cast ha già firmato per un quarto episodio (o quattordicesimo) in uscita nel 2019 in cui si esplorerà probabilmente maggiormente il passato del capitano Kirk, e chissà che non ci possa essere spazio ad un cameo dello storico William Shatner.

Nell’attesa, proseguiamo nel nostro personale viaggio “alla ricerca di nuovi mondi, di nuove forme di vita, di nuove civiltà.. Per andare là dove nessuno è mai giunto prima”.
Lunga vita e prosperità a tutti.

Voto 4 su 5

Matteo Merlano

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