Mindhunter – Stagione 1

(Mindhunter)

Regia di registi vari

con Jonathan Groff (Holden Ford), Holt McCallany (Bill Tench), Anna Torv (Wendy Carr), Hannah Gross (Debbie Milford), Cotter Smith (Shepard), Joe Tuttle (Greg Smith), Cameron Britton (Ed Kemper), Happy Anderson (Jerry Brudos).

PAESE: USA 2017
GENERE: Thriller
DURATA: 35′ – 60′ (episodio)

1977. Il giovane e frustrato negoziatore dell’FBI Holden Ford si appassiona a un’inedita tipologia di omicidi apparentemente folli e senza movente e tenta, con l’aiuto del navigato collega Bill Tench e della psicologa Wendy Carr, di codificare un metodo di indagine che possa aiutare federali e polizie locali a fermare questi nuovi killer, da lui denominati “seriali”. Per farlo va a intervistare nelle prigioni di mezza America quelli già assicurati alla giustizia, ma questo viaggio negli abissi del male non lo lascerà indifferente…

Ideata da Joe Penhall e prodotta da David Fincher (che ha diretto anche gli episodi 1,2,9 e 10) e Charlize Theron, la serie Netflix si ispira al libro Mind Hunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano di Mark Olshaker e John E. Douglas, agente FBI realmente esistito cui è ispirato il personaggio di Ford. Vi si narra come, a metà degli anni ’70 con l’arresto del figlio di Sam e altri serial killer, i metodi di indagine “classici” (cioè basati sul movente) divennero obsoleti e dovettero essere integrati con nozioni di psicologia. Un accurato viaggio nella mente criminale che affronta con sobrietà un materiale che sobrio non è affatto, un’inquietante riflessione psicologica sulla follia che rifiuta gli stereotipi hollywoodiani del giallo e propone personaggi credibili e ben delineati. Gli assassini intervistati da Ford sono tutti realmente esistiti, così come veritiere sono le descrizioni dei loro omicidi. Con uno stile carico di suspense senza mai essere sensazionalistico (avete presente Zodiac, dello stesso Fincher?), Mindhunter si rifà ad una narrazione lineare ma si distingue per l’accuratezza psicologica e per la capacità di sorprendere senza mai urlare o andare sopra le righe. Basterebbe soffermarsi sul cambiamento di Ford attraverso i dieci episodi o sul mutamento del rapporto tra i tre protagonisti per comprendere il grande lavoro drammaturgico dietro la serie. Da vedere, anche se lascia dentro un malessere difficile da mandare via.

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Una risposta a Mindhunter – Stagione 1

  1. Appena finita di vedere, molto ben fatta nella sua algidità.

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