Lost Girls

(Lost Girls)

Regia di Liz Garbus

con Amy Ryan (Mari Gilbert), Thomasin McKenzie (Sherre Gilbert), Gabriel Byrne (Richard Dormer), Lola Kirke (Kim), Oona Laurence (Sarra Gilbert), Dean Winters (Dean Bostick), Molly Brown (Missy), Miriam Shor (Lorraine), Ana Reeder (Lynn), Grace Capeless (Amanda), Reed Birney (Peter Hackett), Kevin Corrigan (Joe Scalise).

PAESE: USA 2020
GENERE: Drammatico
DURATA: 95′

Quando la figlia Shannan scompare senza lasciare tracce, Mari Gilbert vola a Oak Beach, contea di Suffolk (New York), per spronare la pigra polizia locale ad indagare. Si scoprono i corpi di quattro giovani ragazze, prostitute, tra le quali però non c’è Shannan. Col supporto delle altre due figlie, continua la sua battaglia.

All’origine di questo giallo targato Netflix, presentato al Sundance Film Festival, c’è il romanzo omonimo di Robert Kolker ispirato alla vera storia del serial killer di Long Island,  mai identificato, responsabile della morte di almeno dieci ragazze in un periodo di circa vent’anni. Pur senza mai uscire dalle logiche del thriller drammatico, il film si fa apprezzare per diverse ragioni: 1) è anche e soprattutto un film di denuncia, che si scaglia contro una giustizia ancora troppo classista e intrinsecamente maschilista (la polizia non si impegna particolarmente nell’indagine perché “tanto sono solo prostitute”, e quindi sotto sotto “se la sono cercata”) e cerca di rendere giustizia alla vera Mari Gilbert (1964 – 2016), madre coraggio senza la quale tutta la faccenda non sarebbe mai venuta a galla; 2) racchiude un’inedita storia di solidarietà tra donne, unico antidoto al dolore provocato dalla perdita delle figlie/sorelle in un mondo governato – male – da uomini; 3) nonostante la materia narrata, sceglie di evitare retorica e facile dolorismo optando per uno stile asciutto e realistico. Scrittura fluida e senza intoppi (sceneggiatura di Michael Werwie), regia sobria (che preferisce esplorare gli stati d’animo delle protagoniste piuttosto che indugiare sui particolari macabri) e un cast di ottime attrici ben dirette, tra le quali spiccano la Ryan e la giovanissima McKenzie, già vista in Jojo Rabbit (2019). Film dolente, onesto, ben fatto.

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