Batman v Superman: Dawn of Justice

(Batman v Superman: Dawn of Justice)batman-v-superman-poster

Regia di Zack Snyder

con Ben Affleck (Bruce Wayne/Batman), Henry Cavill (Clark Kent/Superman), Amy Adams (Lois Lane), Jesse Eisenberg (Lex Luthor), Gal Gadot (Diana Prince/Wonder Woman), Jeremy Irons (Alfred), Diane Lane (Martha Kent), Laurence Fishburne (Perry White), Kevin Costner (Jonathan Kent), Holly Hunter (sen. Finch), Scoot McNairy (Wallace Keefy), Jeffrey Dean Morgan (Thomas Wayne), Lauren Cohan (Marta Wayne).

PAESE: USA 2016
GENERE: Fantastico
DURATA: 151′

Bruce Wayne/Batman non ha perdonato a Superman di aver messo a ferro e fuoco Metropolis per contrastare un alieno conquistatore. Il giovane Lex Luthor capisce che c’è astio e li mette l’uno contro l’altro nel tentativo di risvegliare un mostruoso criptoniano che potrebbe disintegrare la Terra. Riusciranno a mettere da parte le loro questioni per combattere insieme il nemico comune?

batman-v-superman-trailer-fight-heat-visionScritto da Chris Terrio e David S. Goyer, ispirandosi (molto) lontanamente alla graphic novel di Frank Miller Il ritorno del cavaliere oscuro, è il seguito di Man of Steel (2013, sulle origini di Superman) e il secondo capitolo del cosiddetto DC Extended Universe, media franchise che prevede undici film basati sui personaggi DC Comics che dovrebbero contrastare lo strapotere della concorrenza (i Marvel Studios, proprietà Walt Disney). I presupposti per un film col botto col c’erano tutti, anche perché da anni si attendeva l’incontro su cellulosa tra il supereroe umano e il supereroe “divino”. E invece ci si ritrova davanti ad uno dei peggiori film sui supereroi mai partoriti. Il segreto di questo clamoroso passo falso ha un nome e un cognome: Zack Snyder. Il regista di Watchmen (probabilmente il suo unico film riuscito) ce la mette tutta per rovinare una materia che poteva essere scoppiettante a adrenalinica. Il suo film non ha ne capo ne coda, è costruito su sviluppi narrativi arbitrari, non ha una sola (UNA SOLA!) idea originale. Si potrebbe aggiungere che i personaggi, privi di qualsiasi spessore, sono completamente snaturati (Batman vendicativo e arrogante?), i motivi dell’odio reciproco totalmente privi di senso, soprattutto conoscendo le psicologie dei due, le trovate ridicole ai limiti dell’imbarazzo (fanno pace perché la mamma si chiama uguale, come a scuola?). E che dire della personalissima geografia di Snyder, nella quale Metropolis e Gotham City si trovano a un chilometro di distanza? Film privo di ironia ma ridicolo nei continui tentativi di volare altissimo, come dimostrano prologo ed epilogo in odor di 11 settembre e tutta una serie di riflessioni piene di paroloni ma irrimediabilmente banali. Le battute migliori sono tutte nel trailer, ed è tutto detto.

Batman-V-Superman-Armored-Batsuit-Costume-Comic-ConE che dire dello stile registico di Snyder? È sempre stato compiaciuto nella continua ricerca di immagini di iperbolico kitsch, ma era comunque un marchio di fabbrica, che poteva piacere o non piacere ma che comunque era simile ad uno stile. Questa volta la cinepresa si limita a muoversi a schiaffo di qua e di là, riempiendo ogni singola inquadratura di tonnellate di computer grafica da videogame, rendendo finti anche i volti dei personaggi e inscenando un’azione talmente esagerata da rendere irriconoscibile qualsiasi virtuosismo, schiacciato dalla convulsione e dalla smania di fare scoppiare tutti e tutto. Questo eccesso di “bisogno di intrattenimento” finisce con l’avere l’effetto contrario, ovvero di annoiare. Qualsiasi confronto coi Batman di Tim Burton o, peggio ancora, di Nolan (qui produttore) è totalmente fuori luogo. Affleck, pur diretto coi piedi, non è così male come Bruce Wayne, ma il suo Batman è così pompato da sembrare grassottello, e di nuovo si finisce spesso nel ridicolo involontario. Non male il giovane Cahill (con la Adams è il più bravo), mentre su Irons che fa il “vecchio” maggiordomo Alfred e su Eisenberg alle prese con un giovane Lex Luthor logorroico caliamo un velo pietoso. Dalla disfatta totale si salvano solo le funzionali musiche del grande Hans Zimmer (con Junkie XL). Nonostante si tratti di un film di rara bruttezza, ha avuto un enorme successo di pubblico e un discreto (e inaspettato) successo di critica. Due ore e mezza (tre nel director’s cut) di puro delirio d’onnipotenza cinematografica.

Voto

 

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