Sully

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Regia di Clint Eastwood

con Tom Hanks (Chesley “Sully” Sullenberger), Aaron Eckhart (Jeff Skiles), Laura Linney (Lorraine Sullenberger), Anna Gunn (dottoressa Elizabeth Davis), Mike O’Malley (Charles Porter), Autumn Reeser (Tess Soza), Ann Cusack (Donna Dent), Holt McCallany (Mike Cleary), Jamey Sheridan (Ben Edwards), Jerry Ferrara (Michael Delaney), Michael Rapaport (Pete, il barista).

PAESE: USA 2016
GENERE: Drammatico
DURATA: 96′

15 gennaio 2009. Sei minuti dopo il decollo il volo di linea US Airways 1549 incappa in un bird-strike (impatto con uccelli) che rende inutilizzabili entrambi i motori. Dopo aver scartato l’idea di tornare indietro, il capitano Chesley Sullenberger decide di tentare un ammaraggio nel fiume Hudson. Salva tutti e 155 i passeggeri, diventa un eroe nazionale, ma viene messo sotto inchiesta dal NTSB (l’agenzia statunitense che indaga su incidenti di treni, navi e aerei) perché forse l’ammaraggio si poteva evitare…

sullhanksScritto da Todd Komarnicki ispirandosi al romanzo autobiografico Highest Duty (firmato da Sully col giornalista Jeffrey Zaslow), il 35esimo film di Eastwood racconta la storia dell’ammaraggio più noto e soprattutto più riuscito (non vi fu alcuna vittima) della storia dell’aviazione civile. Come un western racconta l’incontro/scontro tra uomo e natura l’aereo perde i motori per colpa di uno stormo di uccelli e sottolinea come il primo possa, attraverso virtù come il coraggio e l’abilità, domare la seconda. È un inno al professionismo umile e senza gloria, quello del “ho solo fatto il mio dovere”, è un racconto sulla crisi economica (Sully, dopo l’incidente, si impegnò per denunziare i molti tagli al personale dell’aviazione civile, e nel film lo si sente parlare con la moglie di ristrettezze economiche), è una riflessione sulla paura post-11 settembre, soprattutto per chi vive a NY. Dopo il pasticciaccio brutto di American Sniper (tutt’oggi il suo film più tristemente acritico) Eastwood torna ad un patriottismo più sano e condivisibile, non ideologico e soprattutto non retorico non a caso, il protagonista del film è il progressista democratico Hanks, magnifico. L’America rimane l’unico mondo possibile, ma Eastwood ne racconta le virtù (in 24 minuti tutti i passeggeri furono soccorsi grazie alla prontezza di molte parti) come le ombre (l’incapacità di gestire le emozioni di pancia, l’eroismo che esalta l’essere umano per poi dimenticarsi di essere umani nei suoi confronti – emblematica a questo proposito la scena nel pub, da cui parte il flashback più lungo). E, onorevolmente, ribadisce un concetto di cinema che esalta l’unicità dell’Uomo rispetto alle cose, ai mezzi, ai calcoli, alla burocrazia.

10257307_watch-the-trailer-for-sully-a-movie-about_86396936_mNon particolarmente originale a livello strutturale, con qualche faciloneria poco onesta in sede di scrittura (per accentuare l’eroismo di Sully i funzionari del NTSB sono tutti rappresentati come freddi burocrati privi di coscienza e fervore umano sembrano agenti del KGB!) e qualche sbavatura demagogica (Sully, sul molo a coordinare i soccorsi, dice ad un funzionario comunale: “se il sindaco Bloomberg mi vuole deve venire lui qui, c’è ancora della gente da salvare”), rimane un prodotto decisamente superiore alla media, con uno stile essenziale ed intimista che si distanzia da quello dei disaster movie coevi e rivela una padronanza registica di altissimo livello. Non a caso, riesce a costruire una suspense semplicemente perfetta su un evento di cui tutti conoscono l’epilogo (per giunta positivo). I venti minuti che ricostruiscono l’ammaraggio, a tal proposito, sono un pezzo di grande cinema che fa rimanere aggrappati alla poltrona, nell’olimpo delle “cadute aeree” accanto a quelle di Cast Away e Flight. Grande fotografia del solito Tom Stern (primo film girato interamente in IMAX) e bellissimo il commento musicale, tenero e minimale, composto dallo stesso Eastwood e suonato da Christian Jacob. Coi suoi 96 minuti, è il film più corto del regista. Chi si aspettava uno spot elettorale pro-Trump e anti-Obama (Eastwood fu tra le poche pochissime star a sostenere la candidatura del tycoon) rimarrà molto deluso. Chi cercava un film onesto, spettacolare e ricco di pathos uscirà dalla sala decisamente appagato.

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